RAPPORTI IN DETTAGLIO SULLA GIORNATA INTERNAZIONALE DI LOTTA PER BRADLEY MANNING LIBERO, 23 febbraio 2013 –
LONDRA, ROMA, FILADELFIA


Londra – Inghilterra
Davanti all’ambasciata USA

 

I

A Londra circa 60 persone hanno partecipato a una protesta fuori dell’ambasciata USA.  Certi sono arrivati viaggiando per ore da fuori Londra.  Il picchetto con i discorsi è stato organizzato dalla Rete di uomini Payday Queer Strike e Wise Up Action.  Gli interventi hanno sottolineato la situazione dei soldati che vengono puniti perché si rifiutano di uccidere, torturare e stuprare per gli eserciti del mondo, e ne hanno citato alcuni esempi da USA, Turchia e Israele, tra cui Kimberly Rivera e Micah Turner.  

I dimostranti hanno sottolineato come Bradley Manning sia un eroe whistleblower di lesbiche, gay, bisessuali, transessuali e queer (LGBTQ), e che segue la tradizione di refusenik gay come Stephen Funk negli USA e Mehmet Tarhan in Turchia. 

Una donna cilena, sopravvissuta al regime di Pinochet, ha detto che avrebbe voluto che whistleblower come Bradley Manning fossero stati con loro per avvertirli di quello che stava per succedere.  Sono stati riconosciuti altri contributi per la giustizia di paesi latino-americani tra cui Haiti, Cuba, Venezuela ed Ecuador.  

Una persona che da molto appoggia Stop the War, ha chiesto perché nella loro recente conferenza non hanno nemmeno citato Bradley Manning e non erano al picchetto.  La stessa cosa vale anche per Stonewall (un’importante organizzazione LGBTQ).  Abbiamo tutti la responsabilità di continuare nella campagna fino a che le nostre coraggiose sorelle e fratelli in prigione che sono whistleblower e che sono dentro come risultato dell’ingiustizia, come Mumia Abu-Jamal,  saranno libere.

Sono stati citati altri whistleblower come Birgitta Jonsdottir, perseguitata per aver co-prodotto il famigerato video Collateral Murder, e Aaron Swartz, perseguito fino alla morte dopo aver scaricato, tra gli altri file, materiali che potrebbero essere utili agli avvocati prigionieri come Mumia Abu-Jamal. 

Women Against Rape (Donne contro lo Stupro) hanno riconfermato il loro appoggio a Julian Assange, mai accusato di nulla, che si è rifugiato nell’ambasciata ecuadoriana di Londra, protetto dall’estradizione in Svezia e negli USA, dove verrebbe trattato come Bradley Manning. 

In primo piano nel picchetto, l’All African Women’s Group ha tenuto tutti al caldo con discorsi, slogan e canti.  Dopo avere scattato foto in giro per la città hanno anche parlato Catholic Worker e altri.   

Ronnie Barkan (refusenik israeliano. Anarchists Against the Wall e Boycott from Within) è stato l’ospite d’onore e ha parlato del caso di Natan Blanc, refusenik israeliano di 19 anni, al momento in prigione per la settima volta in poche settimane.  Ronnie ha anche parlato della resistenza dei prigionieri palestinesi.  Due di loro  Samer Al-Issawi e Ayman Sharawna sono in sciopero della fame da più di 200 giorni contro la detenzione amministrativa di Israele, senza essere accusati di nulla e senza una fine prevista per la prigionia.

Messaggi di solidarietà (vedi sotto) sono arrivati da lontano; da Hugo Blanco, direttore di Lucha Indigena in Perù, da Dario Fo (Premio Nobel per la Letteratura, 1997) e dall’attrice e sua collaboratrice Franca Rame in Italia, assieme a quelli di Sue Glenton (madre di Joe Glenton, il primo soldato in Europa a essersi pubblicamente rifiutato di prestare servizio in Afghanistan); di Ann Clwyd (Membro del Parlamento Britannico), di Sevim Dagdelen (Membro del Parlamento Tedesco) e dell’attivista per i diritti umani Peter Tatchell.

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Roma – Italia
Davanti all’ambasciata USA

Camminando per le strade di una Roma piovosa e semivuota per arrivare da un posto all’altro, abbiamo distribuito volantini sulla giornata internazionale di lotta di oggi per Bradley Manning libero, e scoperto che quasi nessuno aveva sentito parlare di lui!  Anche se eravamo in pochi, eravamo motivati e siamo riusciti a informare e ad attirare l’interesse di molte persone, sia Italiani che stranieri.  È stato incoraggiante sapere che azioni/eventi avevano luogo nello stesso tempo, come anche prima e dopo, per dimostrare appoggio per Bradley Manning nel suo millesimo giorno di ingiusta prigionia.  Esporre i crimini guerra è un dovere, non un crimine!

Ho pensato di aggiungere un breve pezzo scritto da Greg che doveva essere letto alla cinquantina di persone che hanno protestato oggi all’ambasciata di Londra.  (Purtroppo Greg non ha potuto essere con noi, ha preso l’influenza, ma era con noi in questo modo.)  Ho parlato con uno degli organizzatori a Londra, e ci siamo scambiati commenti sulle nostre rispettive azioni, ma non è stato tecnicamente possibile leggere il messaggio dal loro altoparlante.  Ho pensato però di condividerlo con voi, perché penso che arrivi molto direttamente al cuore e sia molto sentito:

Circa quarant’anni fa Danier Ellsberg rivelò le Carte del Pentagono.  I grandi giornali lo sostennero, mostrarono il suo grande coraggio e le pubblicarono tutte.  Adesso Ellsberg è un eroe.  
Bradley, così giovane, ha fatto fondamentalmente la stessa cosa ed è stato detenuto per tre anni in condizioni terribili. 

Mi è molto difficile credere che questo ragazzo rappresenti una simile minaccia per il nostro paese.  Le vera minaccia viene da quelli che usano metodi fascisti, compresa la tortura per portare avanti la loro politica. 

Forse questa è la parola chiave:politica.  Ho sempre amato il mio paese e anche se era ovvio che di quando in quando erano successe delle brutte cose, almeno, per quanto ne sapevo, non era la loro politica.  Eravamo meglio di così, pensavo. 

Trattare i prigionieri in questo modo è un crimine.  È il modo in cui operano i terroristi.  Ma, pensavo, non gli Stati Uniti d’America.  Adesso il governo si comporta in questo modo.  E i tribunali lo permettono.  Vorrei veramente che la gente si desse una mossa e fermasse quest’atrocità.  

Anna (US Citizens for Peace and Justice – Rome)


Filadelfia - USA

Abbiamo avuto una buona partecipazione, circa 50 persone nonostante la pioggia battente, fuori dell’Independence Hall a Filadelfia.

Abbiamo parlato in molti, tra loro la cugina di Natan Blanc, un Israeliano di 19 anni che rifiuta di servire nell’esercito israeliano di occupazione, ed è stato imprigionato per sette volte di seguito di 2-3 settimane ognuna.

L’evento si è accentrato su Bradley, ma ha fatto il collegamento con tutto il resto: con i Palestinesi in sciopero della fame, con Julian Assange, con altri whistleblower criminalizzati dagli USA e con Aaron Swartz, perseguitato a morte, con prigionieri che dicono la verità come Mumia Abu e Russell Maroon Shoatz, con la tradizione di rifiuto gay dei militari, con i principi stabiliti a Norimberga, con il movimento Occupy globale, con le lotte delle madri single che tirano su i loro figli...

La maggior parte di noi ha veramente sentito la forza che ci viene se stiamo insieme.

Link ad altre foto qui
payday@paydaynet.org


MESSAGGI DI SOSTEGNO

HUGO BLANCO (figura leggendaria nella lotta di liberazione in America Latina)

Per me è un onore partecipare a questa campagna.

 

Bradley Manning è stato giustamente nominato per il Premio Nobel per la Pace, tuttavia la corruzione inerente all’attribuzione di tale premio, facendosi beffe della volontà del suo fondatore, attribuisce questo premio a Obama, che sta alla testa dei massacri in Afghanistan, e all’Unione Europea, produttrice ed esportatrice di armi.

 

Bradley. è l’alfiere della Pace, onora il nome degli Stati Uniti, mostrandoci che quelli di noi che stanno al fondo non condividono la volontà di guerra di chi, al servizio delle grandi imprese, li governa.

 

Per questo il sistema lo tortura illegalmente, come minaccia per chi lotta per la pace. Nonostante tutto Bradley mantiene alto il suo morale.

 

Seguiamo l’esempio di Bradley, facciamo una battaglia per la pace, facciamo una battaglia contro la guerra, senza timore di rappresaglie, impariamo da Bradley a essere veramente umani.

Hugo Blanco
Direttore di Lucha Indigena,  PERÙ

ANN CLWYD, Gallese, Membro del Parlamento Britannico

Come Membro del Parlamento che ha presentato le due Mozioni EDM 1624 e 2540, naturalmente continuo ad appoggiare Bradley Manning.

Dato il suo terribile trattamento e il tempo che ha passato senza processo, Bradley Manning deve essere rilasciato subito.

Era uno whistleblower che ha fatto a noi tutti un favore.

Ann Clwyd MP

SEVIM DAGDELEN, Membro del Parlamento Tedesco

Oggetto: Dichiarazione di sostegno per la Giornata di Lotta Bradley Manning Libero

Cari amici,

Appoggio la campagna per Bradley Manning.  Sarò lieta se la mia dichiarazione verrà pubblicata sul vostro sito web:

“Bradley Manning ha fatto la storia e resiste per molti altri che l’hanno fatto.  Abbiamo un dovere morale di impedire i crimini di guerra e di rivelare i crimini di guerra pubblicando le informazioni che abbiamo su di essi.  Manning ha fatto questo e merita veramente il Premio Nobel per la Pace.  Altri non lo meritano.

Per me quelli che rivelano i crimini di guerra non devono apparire in tribunale, come dovrebbero invece quelli che commettono crimini di guerra e ne hanno la responsabilità.

Bradley Manning Libero!”

Cordialissimi saluti,

Sevim Dagdelen
Membro del Bundestag Tedesco
Membro del Comitato per gli Affari Esteri
Portavoce per i Rapporti Internazionali di Die Linke

DARIO FO (Premio Nobel per la Letteratura, 1997) e FRANCA RAME (attrice e sua collaboratrice)

Abbiamo firmato la petizione [Ellsberg] mesi fa.

Segreteria C.T.F.R. srl
Compagnia Teatrale Fo Rame
francarame@fastwebnet.it
 

SUE GLENTON (Madre di Joe Glenton, il primo soldato in Europa a rifiutarsi pubblicamente di prestare servizio in Afganistan)

Per appoggiare Bradley Manning non occorre pensarci a lungo.

La reazione robotica delle autorità dimostra quanto Bradley Manning avesse ragione a passare quelle informazioni.

Si è comportato con incredibile dignità di fronte all’orribile trattamento che ha subito da parte degli Americani -  il resto del mondo pensante lo può vedere benissimo.

Gli auguro la forza di continuare e spero in una soluzione positiva alla sua ingiusta incarcerazione.

Sue

PETER TATCHELL – Attivista per i Diritti Umani

Sarei onorato di parlare all’ambasciata americana questo sabato per segnare i 1.000 giorni di prigione di Brad.

Ma purtroppo ho un impegno per parlare a Leicester tutto il giorno il 23/2, prenotato mesi fa.

Ti prego di portare il mio appoggio alla veglia.

Scuse e solidarietà! 

Con i migliori auguri, Peter

Peter Tatchell
Direttore, Peter Tatchell Foundation

 

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